Impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti
2005-2010
Giubiasco, TI
Il progetto è simile ad una macchina moderna, compatta, monumentale, architettonicamente maestosa.
La sua scala non è riferita all’uomo, ma al territorio. L’imponente facciata dell’edificio è rivestita su ogni lato da pannelli piramidali in tessuto metallico, chiusi o aperti su un lato. Ogni pannello ha una dimensione di 4×4 m e raggiunge i 2m di profondità. La forma di ciascun elemento permette estrema flessibilità funzionale in quanto in qualsiasi parte della facciata è possibile inserire un accesso, una finestra, una bocchetta di ventilazione o un elemento strutturale senza che la facciata stessa perda in qualità ed uniformità.
Progetto: 2002-2003.
Al centro del movimento ciclico del processo di incenerimento, e quindi al centro dell’edificio, si trova il locale di consegna: un piazzale su cui si aprono tutte le zone che necessitano un carico e scarico costanti, 24 ore su 24.
Essendo all’interno della costruzione stessa, le variazioni di aperture e di luoghi esteticamente poco gestibili sono contenute all’interno di un piazzale coperto ed interno allo stabile. Si immagina così di riuscire a meglio contenere e combattere l’emissione di odori, mantenendo allo stesso tempo nascosta la parte dell’impianto meno gradevole alla vista. Le dimensioni del piazzale sono sfruttate su tutti e quattro i lati.
L’edificio poggia su uno zoccolo creato mediante il rialzamento di una parte del terreno per ovviare a problemi tecnici e naturali. Lungo tutta la costruzione è possibile circolare e raggiungere eventuali entrate per lo scarico e carico di pezzi di ricambio e materiale di vario tipo, sfruttando al meglio la presenza dei carri-ponte.
(Testo di Livio Vacchini, giugno 2004)
Vista del cantiere
Vista del cantiere